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Autore
Giorgio Zinna
Data
11/02/2012
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(di Giovanni Zigiotti)
Nel 1957 a Roma sei paesi che rappresentavano 170 milioni di cittadini europei si riunirono per costituire un mercato comune, ma soprattutto un mercato agricolo comune, segno dell’importanza che la politica
agricola aveva per una popolazione che aveva fame e voglia di crescere.
Tale popolazione equivaleva al 6% della popolazione mondiale, che era di 3 miliardi.
Oggi l’Unione europea è composta da 27 paesi, con 500 milioni di persone ovvero il 7% della popolazione
mondiale che nel frattempo è diventata di 7 miliardi. Ogni giorno si consumano 300 milioni di uova,
110 milioni di litri di latte, 150 milioni di kg. di carne e 33 milioni di litri di vino.
Con questi dati il dr. Mario Guidi ha iniziato la sua analisi delle problematiche agricole.
Un’analisi profonda ed articolata. Il Presidente nazionale della Confagricoltura ha sottolineato che alcuni
anni fa l’Europa ha dimenticato un po’ l’agricoltura, non ritenendola importante.
Per mantenere i propri ritmi di vita e la propria capacità alimentare ha immaginato che il cibo potesse venire
da qualsiasi parte del mondo a prezzi più abbordabili. Ha pensato di sostenere l’agricoltura in modo
diverso: non più integrando il prezzo sul mercato ed incentivando le produzioni, ma appaltando agli agricoltori
la cura del territorio. Dimenticando le produzioni si è così passati, nel 2007, da un regime di abbondanza
ad un regime di scarsità, con conseguente crisi alimentare. La scarsità delle materie prime ha
portato poi all’accaparramento dei terreni agricoli da parte di alcuni soggetti: stati, fondi sovrani e altri, in
Africa, Asia, Argentina. In tre anni sono passati di mano circa 80 milioni di ettari ( la superfice agricola in
Italia è di 13 milioni di ettari).
La FAO prevede che fra 30 anni l’agricoltura mondiale dovrà produrre il 70% in più delle materie prime
agricole a parità di input produttivi. Il dr. Guidi ritiene che questa sia una sfida importante tenendo conto
che nell’Eurozona le superfici agricole diminuiscono: in Italia negli ultimi 50 anni si sono persi 7 milioni
di ettari. Tutti gli anni quasi 100000 ettari sono tolti dalla produzione agricola per costruire strade, rotatorie,
lottizzazioni etc. Il valore del terreno quindi cresce perché è un bene scarso, irriproducibile. Il dr.
Guidi dopo aver affrontato alcuni temi riguardanti lo sviluppo del nostro territorio, ha terminato il suo
brillante intervento, molto apprezzato dall’uditorio, evidenziando come l’agricoltura sia chiamata ad affrontare
una duplice sfida: nutrire il pianeta non solo dal punto di vista energetico ma anche dal punto di
vista della conservazione ambientale attraverso la produzione di energie rinnovabili. Sfide che dimostrano che ” l’agricoltura è al centro dell’economia mondiale”.
(Giovanni Zigiotti)
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